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IL GRIDO NEGATO

“ siamo  stati  gola  che  grida ,  spartiti  di  deliri. “                       

                                                                                                  Ceronetti

con

Sara Bocci, Paola Fiorini, Diletta Furesi, Elisa Lapi, Silvia Lavecchia, Chiara Mazzoni, Jennifer Pistelli, Sophie Simonyi

Coreografie Luisa Guicciardini

Gli episodi sviluppati nello spettacolo in un unico flusso narrativo riguardano le angherie, i soprusi, le violenze subiti da donne nel corso della loro vita. 

In modo assai diffuso nella nostra epoca, senza grandi differenze da popolo a popolo, da Stato a Stato. In realtà reiterati nel tempo con deplorevole irresponsabilità.

Il riscatto  dal dolore  o dall’ offesa  non può venire che da un impeto di solidarietà  fra donne consapevoli. Solo la solidarietà  può fare da   baluardo al dilagare  delle varie forme di sopraffazione,  e a salvaguardare la propria umanità.

Tema arduo interpretato con intensa partecipazione emotiva, secondo un linguaggio coreutico intuitivo nella propria espressività, sempre comunque intrecciato ad una parallela, lucida e incisiva consapevolezza.

La sequenza degli episodi identifica e in parte anche spiega le origini, i disagi, le angosce, le paure che ne permeano lo sviluppo, talora esplicite, altre volte celate, ma in grado di suscitare un “grido”  di opposizione o di rifiuto, la cui eco si cerca invano di negare. 

Titoli scene e musiche:

La violenza Tambours du bronx
L’avvicinamento Stefano Cencetti
Il rapimento Itzhak Perlman
Il matrimonio forzato Benjamin Britten
Lo sfregio Armand Amar
L’assalto Armand Amar
Lo stupro Olafur Arnalds
Le rose avvelenate Tamasha, Armand Amar, Maya Beiser
Andromaca – una madre Armand Amar
La preghiera Pergolesi
Il grido negato                 Stefano Cencetti
La rabbia Max Richter, Carter Burwell
La rivolta Vex’d
La solidarietà Arvo Part

Introduzione al Grido negato

I vari episodi dello spettacolo sono narrati in un unico flusso narrativo. Riguardano le angherie, i soprusi, le violenze subiti dalle donne in tempi e luoghi diversi, reiterati con deplorevole irresponsabilità.

 

Alcuni episodi  sono tratti dalle cronache.   

*Il gioco di una bambina è leggero e felice, ma il gioco talvolta incrocia la violenza e termina in un grido atterrito di rivolta.  

*In alcuni stati asiatici esiste  un indegno mercimonio. Bambine ancora adolescenti vengono  date in sposa a facoltosi  signori, defraudandole della loro infanzia  e esponendole   al disagio e alla repulsione. 

* La violenza esplode, e se non basta ricorre a una ulteriore turpe azione: l’ uso del vetriolo,   per rendere palese lo sfregio, indelebile la ferita.

* Lo stupro di massa perpetuato su donne indifese risale alla notte dei tempi. Oggi dilaga nei vari focolai di guerre tribali, di guerre di sterminio, di guerre di religione. E’ il mezzo di persecuzione più atroce. Vale a sancire una supremazia ignobile quanto illusoria. Alle donne superstiti capita non di rado di vedersi attribuire la colpa di avere messo al mondo innocenti bambini senza nome. Tutte patiscono le indelebili ferite dell’oltraggio, nell’angoscia e nella paura, non resta loro che sprofondare nell’oblio, oppure urlare no, e farsi falange. 

*Nelle piantagioni di rose  del Kenia nuovi concimi chimici avvelenano il suolo. Giovani donne in numero crescente, con strazianti dolori, ne sono contaminate, si infettano e muoiono.

*Molte donne perdono i loro figli. Nelle traversate in mare, nelle interminabili peregrinazioni, esposte al freddo e al vento.  Oppure semplicemente in guerra. Ad Andromaca, eroina della mitologia , tocca subire il dolore più atroce: gli invasori le   strappano dalle braccia il piccolo figlio, per poi   gettarlo  dall’ alto delle mura ,    in modo da negarle per sempre la discendenza.

Altri episodi sono emblematici. 

Nel loro insieme  identificano e in parte  spiegano le origini, i disagi, le angosce, le paure che ne permeano lo sviluppo. Per sfociare in un “grido”  di opposizione o di rifiuto o in una preghiera di intensa partecipazione. 

Testimoniano anche la necessità di una profonda solidarietà   fra donne consapevoli. Il cammino necessario per diventare  consapevoli. Per un riscatto dal dolore e dall’ offesa. . 

Solo la solidarietà può fare da  baluardo al dilagare  delle varie forme di sopraffazione e a salvaguardare la propria umanità

GRUPPO DANZA IMPETI

Il gruppo  è  formato da giovani danzatrici che hanno iniziato lo studio della danza moderna presso il Centro di Formazione Danza Moderna Mistral, diretto da Deanna Losi e Luisa Guicciardini. Il gruppo studia e collabora da anni insieme alla coreografa, frequentando il corso di perfezionamento della  Scuola Danza San Gimignano,  instaurando così un rapporto di forte emotività reciproca.Le danzatrici hanno inoltre più volte arricchito il loro bagaglio frequentando varie scuole di danza all’estero.

SPETTACOLI:

DONNE SENZA VOLTO, IL VOLTO DELLE DONNE 2016

Questo spettacolo segue le tracce dello spettacolo della scorsa

stagione : Il Grido negato. Ripete l’ impostazione del flusso

narrativo ininterrotto, si affida come quello a immagini latenti

nell’ immaginario come ispirazione per una ulteriore

elaborazione scenica.

Ma l’ottica è spostata, più che l’ indagine realistica o la

cronaca di un evento , lo spettacolo segue un percorso più

surreale e forse onirico, come per decifrare le ombre della

memoria, per allestire un catalogo di emozioni, elaborando

alcuni semplici dati biografici riferiti a personaggi reali o di

matrice letteraria, appena accennati nel loro svolgersi, ma in

grado di suscitare una appassionata partecipazione. o di

suscitare nuove acquisizioni.

IL CORTILE DELLE DONNE MATTE 2017

Nato in collaborazione con l’Associazione “Il Pentagramma”. 

Le danzatrici attraverso il gesto ci comunicano una condizione di vita sigillata dall’angoscia e dalla sofferenza, dalla desolazione e dalla solitudine, in un luogo dove la condizione umana riemerge nella sua fragilità e nella sua debolezza, nel suo sfinimento, nell’infinitudine del suo dolore e insieme delle sue speranze. 

Il cortile è un luogo adibito all’ora d’aria delle recluse di un ospedale psichiatrico. La narrazione procede ininterrotta. Ogni reclusa esce dal coro e diviene protagonista della propria follia. La esibisce senza remore, tra un flusso narrativo a tratti negato, a tratti condiviso da parte delle altre donne. Il ritmo della narrazione non cede mai al realismo, procede per sussulti ed improvvisazioni. E’ esso stesso testimonianza di un’angosciosa realtà. I musicisti condividono lo stesso spazio, danno vita alla coreografia e nello stesso tempo è come se fossero testimoni di quieta realtà.

Luisa Guicciardini coreografa

Nata nel 1974, inizia a studiare danza classica nella scuola della madre. Prosegue poi gli studi a Firenze. Grazie all’ incontro con Deanna Losi, si dedica allo studio della danza moderna. Perfezionandosi poi  alla Martha Graham School e all’Alvin Ailey Dance School di  New York.

Partecipa a vari concorsi con le coreografie di Deanna Losi, tra i quali: Concorso Internazionale  Città di Rieti, classificandosi al 3° posto (1994), Concorso Internazionale della Danza di Modena, indetto dall’Associazione Nazionale Insegnanti di Danza ( ANLID) classificandosi al 1° posto (1995). Vince il premio per la migliore interpretazione al Concorso di coreografia CNID di Rieti(1995).

Si crea così uno stretto rapporto di lavoro fra  coreografa e ballerina che si solidifica nel tempo, riscuotendo notevoli successi di critica. Come per “La Figlia dell’Aria” di Calderon Della Barca,  nella versione elaborata in forma di monologo per attrice e danzatrice. Per questo spettacolo riceve il prestigioso Premio Positano “Leonid Massine” per l’Arte della Danza 2001. 

Lavora inoltre con Torao Suzuki nello spettacolo “Erminia” e nello spettacolo “Lettere a Casais Monteiro” (Compagnia Giardino Chiuso). Viene scritturata dal Teatro Biondo per gli spettacoli “La Figlia dell’Aria “ di Calderon Della Barca, con le coreografie di Deanna Losi e regia R.Guicciardini, “La Locanda invisibile” di Franco Scaldati, coreografie Antonietta Daviso e regia R.Guicciardini. Lavora in due produzioni di Fabbrica Europa, “Hypertext Ulisses”,con coreografie di Saar Magal e “ Studio Otello”( Compagnia Giardino Chiuso). Riprende a più riprese lo spettacolo “Il piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, nel  ruolo del serpente

e della rosa( Compagnia Mannini-Dall’Orto) sempre con le coreografie di Deanna

Losi. Partecipa allo spettacolo  “Homme perché” (Compagnia Campo) al Festival

d’Avignone, con le coreografie di Marco Becherini.

Ha fatto parte per tre anni   dell’Ensemble di Misha Van Hoecke, partecipando alle varie produzioni e alle tourneè nazionali e internazionali della Compagnia. 

 Con Deanna Losi fonda la compagnia di danza moderna Mistral, che debutta con  lo    spettacolo  “Giovanna al rogo”  tratto dall’ opera omonima  di Honnegger –  2004 

Seguono : “Il Racconto di Antigone” da Sofocle, Brecht, Zambrano- su musiche di  

Piovani e Filastò- 2005

“Lo smarrimento di Barberina” ispirato alle musiche di Mozart- 2006

“Passioni, incontri con donne straordinarie” su musiche di Mozart, Webern, Malher, Honegger, Bach – 2007

“Le Baccanti” di Euripide – 2009  

Firma le coreografie per lo spettacolo “Donne di Guerra” (2011) libera elaborazione scenica da “Le troiane” di Euripide e “Mine Ha-Ha” (2012) di Wedekind per l’ A.E.D di Livorno diretta da Lorella Reboa.

Per il gruppo Impeti: “Il Grido negato” 2015, “Donne senza volto” 2016, “Il Cortile delle donne matte” 2017.